31.01.2020
Oggi il Vangelo mi costringe a commentarlo, si! lo ammetto è il mio preferito, ci parla di un granello di senape che diventa il più grande di tutti gli ortaggi, Dio ci insegna che solo ciò che è piccolo è destinato a diventare grande. in questa Parola si celebra la piccolezza umana il come confondere i grandi con il disarmante sorriso dei bimbi, con la debolezza dei miseri, col nulla dei poveri. Il granello di senape, il più piccolo di tutti i semi, è il modello della grandezza cristiana. Se riusciamo a meditare e fare nostra questa Parola ,per noi sarà spontaneo dire: mi piace sentirmi piccolo, essere accolto tra le braccia di Colui che tutto può, mettere la mia mano nella mano di un Padre che non mi lascerà mai solo. La vera sapienza è proprio questa: sentirsi bisognosi di un gesto d’amore, di uno sguardo che infonde coraggio, di una parola che salva, di una coperta che la provvidenza stende sulle nostre miserie. “Gesù era innamorato di tutto ciò che è piccolo, fragile, inconsistente, non appariscente. Quando il suo sguardo era rivolto alle persone, aveva una predilezione per i piccoli e per gli umili: ai suoi occhi i grandi diventavano piccoli e i piccoli, i bambini in particolare, diventavano grandi”. Quella del granello di senape è l’unica legge scritta nel cuore di Dio. E’ la legge della vita, il mistero che fa diventare un piccolo seme un albero così grande che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra. Solo l’uomo umile dilata il suo cuore e lo fa diventare un nido per Dio e per i fratelli. Il Signore ama tutto ciò che è piccolo. Sforziamoci di mettere al centro della nostra vita ,concedendo a noi stessi la carità dell’amore ,il privilegio di essere piccoli per contemplare con meraviglia la bellezza della presenza di Dio in noi. Buona e santa giornata a tutti.

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Siamo anche noi tra la folla che spinge e si accalca intorno a Gesù, perché lo vogliamo vedere, ascoltare la sua voce, vogliamo toccare il suo mantello. Siamo in tanti ad avere bisogno di Lui. Ognuno con il proprio fardello, con il proprio peso, con la tunica sporca. Siamo in tanti. Sentiamo il peso del male, quello che si annida nel nostro cuore e quello che ci circonda, sentiamo il macigno del nostro peccato che soffoca il bene che desideriamo così tanto. Accalcandoci intorno a Cristo tra la folla sentiamo il grido di chi ha fame, il pianto dei bimbi che muoiono per così poco per delle malattie facilmente curabili ,ascoltiamo inorriditi gli atroci rumori scanditi dalle armi che i signori della guerra usano per difendere i propri interessi. Vorremmo imprecare, puntare il dito, accusare. Poi lo sguardo del Signore ci raggiunge e comprendiamo che la causa di tanti mali non li dobbiamo ricercare fuori di noi ma nel nostro cure, tra il fango dei nostri peccati che sono l’unica causa di tanto male unica porta attraverso cui satana si insinua per compiere il suo progetto malefico. E’ necessario rivolgerci a Dio, nella preghiera e chiedergli l’intelligenza del peccato , dobbiamo desiderare “l’intelligenza del peccato” per imparare finalmente a odiarlo in noi e in quanti sono lontani dalla fede. O Dio fonte inesauribile di grazia, accendi in noi il fuoco del Tuo Santo Spirito affonda nel nostro cuore le radici della Tua infinita misericordia e fà di tutti noi strumenti del Tuo amore.
(Ercole Pilone)